La diapenia è la perdita di forza muscolare che accompagna l’invecchiamento. È un fenomeno diverso dal semplice calo di massa: anche quando il muscolo sembra ancora presente, può diventare meno efficiente, meno reattivo e meno capace di sostenere i movimenti quotidiani. Per questo non va sottovalutata.
Dopo i 50 anni, la forza muscolare diventa uno dei migliori indicatori della salute funzionale. Alzarsi da una sedia, salire le scale, portare la spesa o mantenere l’equilibrio dipendono tutti dalla qualità del muscolo, non solo dalla sua quantità. Quando la forza diminuisce, aumenta il rischio di cadute, stanchezza, perdita di autonomia e fragilità generale.
La buona notizia è che la diapenia non è inevitabile. Il corpo risponde bene allo stimolo dell’allenamento, soprattutto a quello di forza, che aiuta a mantenere muscoli più attivi ed efficienti. Anche l’alimentazione ha un ruolo importante: un adeguato apporto di proteine sostiene il mantenimento della massa e favorisce il recupero.
Per questo, prendersi cura dei muscoli non significa solo migliorare l’aspetto fisico, ma proteggere la propria indipendenza nel tempo. Allenarsi con costanza è uno dei modi più concreti per invecchiare meglio, con più stabilità, più energia e più autonomia.
Il Tao Te Ching è un manuale fondamentale di filosofia e metodologia per lo sviluppo spirituale, scritto circa 2500 anni fa da Lao Tzu. Il suo nome si traduce come “Libro della Via e della Virtù” o “Libro del Tao e del Te”, ed è la base per comprendere l’ineffabile origine di tutto ciò che esiste.
Rappresenta una guida per comprendere il Tao, quella forza che è la Madre di tutto e il fondamento sottile dell’universo. Questo libro ci insegna a vivere in armonia con la natura e a coltivare la nostra vera essenza di anime. Uno dei suoi scopi principali è aiutarci a raggiungere la tranquillità totale attraverso il silenzio interiore e la non-azione, o Wu Wei.
Il Wu Wei non è pigrizia, bensì agire spontaneamente e naturalmente, senza forzare le situazioni per desideri egoistici. Questo testo è utile per liberarci dalle passioni terrene che ci accecano e ci impediscono di vedere la vera realtà. Inoltre, ci offre un sostegno nella vita, aiutandoci a non dipendere da falsi onori o ricchezze che si perdono facilmente.
Ne giustifichiamo l’importanza perché sostiene che l’essere umano è un microcosmo integrato nell’ordine universale dell’autogenerazione. Nella medicina cinese, questi principi giustificano l’idea che la salute dipenda dal non opporre resistenza al flusso del Tao. Lo studio dei suoi versi serve ad affinare la coscienza e a renderci delicati come un neonato. Ci insegna che la vera flessibilità ci permette di superare la durezza, proprio come l’acqua modella la pietra.
È uno strumento che aiuta i leader a imparare a guidare con umiltà, mettendosi sempre nella posizione più umile per servire gli altri. Li aiuta a comprendere che l’eccesso in qualsiasi cosa porta alla sfortuna e che saper quando fermarsi è segno di saggezza.
La giustificazione etica risiede nel fatto che la vera conoscenza elimina i vizi umani, dimostrando che la bontà è la via migliore. Il libro aiuta a trasformare l’impurità in purezza e a contribuire attivamente all’evoluzione della vita. Seguendo i suoi consigli, possiamo proteggere il nostro Jing, o energia vitale, per raggiungere una longevità serena. È un percorso per superare i nostri difetti e diventare esseri luminosi che non hanno bisogno di brillare.
In definitiva, serve a svelarci i misteri dell’universo che non possono essere spiegati solo con le parole. È l’invito supremo a seguire la Retta Via e a realizzare appieno il nostro potenziale biologico.
Nella medicina tradizionale cinese, la longevità non è vista come un raro miracolo, ma piuttosto come la ricompensa per aver vissuto in armonia con le leggi dell’universo. Non si tratta di essere un supereroe, ma di non opporsi ai ritmi naturali del mondo con ostinazione. Antichi testi affermano che siamo programmati per vivere circa 120 anni se ci comportiamo in modo ragionevole.
Testi classici come il Su Wen idealizzano la durata naturale della vita di 120 anni (risultato della combinazione dei 10 Tronchi Celesti e dei 12 Rami Terrestri della Cosmologia Cinese). L’invecchiamento precoce o la morte prima di questo termine sono considerati un segno di “malattia” o di aver vissuto contro i ritmi naturali. È la manifestazione di una vita che non si oppone all’ordine naturale, in cui corpo e spirito rimangono in armonia inalterata. Vivendo secondo questi principi, l’individuo non “deperisce” prematuramente e può sfruttare appieno il proprio potenziale biologico.
La longevità dipende direttamente dalla forza e dalla protezione del Jing renale, che rappresenta l’Essenza, la batteria, la “radice della vita”. Sebbene il Jing innato si esaurisca con l’età e non aumenti dopo la nascita, può essere preservato e protetto attraverso uno stile di vita sano per garantire una vita più lunga della media. Il segreto non sta in pozioni magiche, ma piuttosto nel prendersi cura del proprio “Jing”, ovvero di quella batteria vitale immagazzinata nei reni. Poiché questa batteria non si ricarica dopo la nascita, stress eccessivo o eccessi la esauriranno rapidamente.
Per raggiungere la longevità, è fondamentale seguire lo Yangsheng, che include l’adattamento alle quattro stagioni, la moderazione nel mangiare e nel bere e l’evitare l’abuso dell’energia fisica e sessuale. Il “Canto dei Dieci Anziani” riassume queste pratiche in regole come camminare dopo i pasti, andare a letto presto ed evitare le preoccupazioni. Un forte Zhong Qi (Energia Centrale) nutre l’Essenza e lo Yuan Qi (Energia Primordiale), rallentando il processo degenerativo e mantenendoti in vita, dentro e fuori.
In questa medicina, invecchiare non è un peso, ma un segno di saggezza, di una persona che ha saputo affrontare la vita con saggezza. Anzi, un declino precoce è considerato un chiaro segnale di malattia o di uno stile di vita malsano. In definitiva, la longevità è la prova fisica di aver vissuto con autentica e genuina saggezza. Significa semplicemente vivere senza opporsi all’ordine naturale delle cose, affinché lo spirito non abbandoni il corpo.
La Cina si sta affermando come uno dei principali centri mondiali per la ricerca sulla longevità, promovendo un settore in rapida crescita che combina biotecnologie all’avanguardia con la Medicina Tradizionale Cinese (MTC). Questo modello ibrido, raro a livello internazionale, gode di un forte sostegno istituzionale e affronta anche la sfida demografica di una popolazione che invecchia sempre più.
Le aziende biotecnologiche cinesi stanno lavorando a terapie anti-invecchiamento avanzate, come composti progettati per eliminare le cellule senescenti e proteggere i tessuti sani. In questo contesto, alcune aziende hanno annunciato lo sviluppo di una pillola anti-invecchiamento basata su un composto naturale estratto dai semi d’uva, la procianidina C1 (PCC1). Studi preclinici su modelli animali hanno dimostrato che questo composto agisce come agente senolitico, contribuendo a eliminare le cosiddette “cellule zombie”, associate all’invecchiamento e al declino funzionale dei tessuti. I risultati suggeriscono un possibile miglioramento sia dell’aspettativa di vita che della qualità dell’invecchiamento, sebbene i ricercatori stessi sottolineino che sono ancora necessari studi clinici sull’uomo per confermarne l’efficacia e la sicurezza.
Accanto a questo approccio tecnologico, la longevità moderna in Cina si basa su pratiche tradizionali legate allo Yangsheng (energia vitale) e all’uso di erbe classiche come il ginseng, le bacche di goji e i funghi medicinali. Istituzioni come lo Shanghai Innovative Research Center of Traditional Chinese Medicine stanno lavorando per tradurre le formule tradizionali nel linguaggio della genetica, delle proteine e della biologia molecolare, con l’obiettivo di dimostrarne scientificamente l’impatto sui processi metabolici associati all’invecchiamento.
L’approccio cinese non si limita al prolungamento della vita, ma pone l’accento sull’invecchiamento con funzionalità, autonomia e benessere: un punto in cui la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) si collega naturalmente al discorso preventivo contemporaneo. Tuttavia, gli esperti internazionali avvertono che molte di queste proposte, sia biotecnologiche che tradizionali, necessitano ancora di solidi studi clinici e di chiari quadri normativi per convalidarne le affermazioni.
Consapevole del potenziale economico e strategico del settore, il governo cinese sta incrementando gli investimenti nella ricerca anti-invecchiamento, mentre fiere, conferenze e laboratori specializzati si moltiplicano. La corsa alla longevità in Cina riflette quindi la convergenza tra tradizione e scienza in un ecosistema unico che mira non solo a vivere più a lungo, ma anche a farlo con maggiore salute e qualità della vita.
Fonti:
El Heraldo / The New York Times International Weekly – La Cina accelera la corsa al prolungamento della vita con la crescita del settore della longevità
Xataka – La Cina afferma di aver trovato un modo per vivere fino a 150 anni utilizzando i semi d’uva
COPE – La Cina accelera la corsa all’eterna giovinezza e alla pillola che promette di prolungare la vita
TMR Journals – Proprietà anti-invecchiamento delle erbe della medicina tradizionale cinese
World Traditional Medicine Federation – Prospettive della MTC e della longevità
China Briefing – Tendenze e opportunità del mercato della longevità in Cina
Shanghai Innovative Research Center of Traditional Chinese Medicine
La Cina cerca di sconfiggere l’invecchiamento – The New York Times
In primavera, è meglio evitare cibi molto caldi e ricchi di grassi. Questa restrizione è dovuta al fatto che tali alimenti bloccano il libero flusso del Qi del Fegato, ostacolando la naturale funzione di drenaggio. In questa stagione, l’energia naturale è ascendente e germinativa, richiedendo un movimento espansivo verso l’esterno.
Alimenti come fritti o carni grasse generano calore che può portare a stagnazione e fuoco interno. È inoltre essenziale limitare l’eccesso di acidità nella dieta per proteggere l’equilibrio del corpo. Sebbene l’acido sia il sapore associato al Fegato, in eccesso diventa astringente e attira l’energia verso l’interno. Questa contrazione si oppone direttamente alla necessità di espansione e crescita del Qi del Legno primaverile.
Se si consumano eccessivamente cibi acidi, il Legno può bloccarsi ed esplodere nella Terra. Questo fenomeno compromette le funzioni della Milza e dello Stomaco, causando distensione addominale, nausea o pesantezza. È inoltre opportuno evitare il consumo di alcol e cibi molto piccanti. Queste sostanze irritano il sistema epatobiliare e possono provocare un improvviso e patologico aumento dello Yang.
Si raccomanda di evitare un consumo eccessivo di cibi altamente raffinati o zuccheri che generano umidità e ostacolano il regolare flusso del Qi, l’elemento Legno (Fegato e Cistifellea). All’inizio della primavera, è consigliabile evitare cibi eccessivamente freddi o crudi che possono danneggiare lo Yang della Milza. L’apparato digerente ha bisogno di calore per elaborare i nutrienti dopo la necessaria pausa del riposo invernale.
Evitare pasti pesanti assicura che il Fegato e la Cistifellea non vengano sovraccaricati durante la loro fase più attiva. È molto importante evitare cibi fritti, cibi cotti a lungo e in pentole pesanti come stufati o brasati, cotture intense al forno, grigliate, barbecue o altri alimenti cotti alla brace. La logica alla base di queste precauzioni è quella di permettere al Fegato di mantenere liberi i canali del Qi (energia). Una dieta priva di eccessivi stress garantisce armonia emotiva e fisica durante l’intero ciclo di germinazione che caratterizza la Primavera.
Limitare questi gruppi alimentari permette alla vitalità di svilupparsi in armonia con l’ordine naturale. In definitiva, l’obiettivo è evitare qualsiasi fattore dietetico che ostacoli il libero flusso dell’energia vitale. È preferibile, invece, privilegiare le verdure a foglia verde e la moderata dolcezza dei cereali, che costituiscono la base dell’alimentazione postnatale e contribuiscono a nutrire il centro e a lenire l’elemento Legno (Fegato-Cistifellea) pilastro della nutrizione e del recupero energetico.
La primavera, legata all’elemento Legno e al Fegato, l’organo che ospita l’Hun (l’anima Eterea associata ai sogni, all’immaginazione e creativitá). Questo periodo è climaticamente associato al vento, un fattore patogeno Yang caratterizzato da movimento, bruschezza e andamento ascendente. La funzione primaria del Fegato è quella di garantire il libero e fluido flusso del Qi (energia) in tutto il corpo per mantenere l’armonia interna, o omeostasi. Quando questo flusso viene bloccato da frustrazione o stress, dovuti a fattori emotivi o ambientali, si manifesta una sindrome di stagnazione o repressione energetica. Con l’aumento dello Yang, l’Hun diventa più estroverso, ricercando la propria espansione vitale.
La frustrazione è l’esperienza interiore di questo blocco, quando desideri e impulsi vitali non trovano uno sbocco naturale. Questa energia repressa genera calore interno che sale in modo naturale, manifestandosi potenzialmente nell’individuo come uno stato persistente di irritabilità e impazienza. il Vento primaverile può perturbare l’energia interna di un Fegato già sensibilizzato da queste tensioni, agendo da innesco che l’individuo lo sperimenta attraverso un’eccessiva sensibilità, iperreattività emotiva o una tendenza a “esplodere” al minimo stimolo. Dal punto di vista fisiopatologico, l’irritabilità persistente fa sì che l’energia Yang del Fegato si sposti incontrollabilmente verso la testa e i sensi.
Il ristagno prolungato di questa energia (frustrazione o stress), si trasforma spesso in Fuoco, che consuma i fluidi corporei e disturba la calma dello spirito/mente/corpo. Questo Fuoco genera Vento Interno, causando sintomi di instabilità o profonda agitazione mentale manifestandosi come un’estrema mancanza di pazienza nei confronti delle parole e delle abitudini altrui. Anche se l’individuo non esprime o manifesta esteriormente questo fenomeno, esso si verifica internamente. L’irritabilità è, in sostanza, il grido energetico del Fegato quando la sua natura di espandersi liberamente viene ostacolata. La relazione è diretta: l’impeto espansivo del Legno;l’energia del Fegato bloccata che cerca di muoversi, si scontra con l’ostruzione, creando una vera e propria tempesta di Vento Interno. Il quale si sperimenta come una perdita di flessibilità, tolleranza e gentilezza, qualità essenziali per il corretto funzionamento del Fegato.
Pertanto, la frustrazione è la radice del blocco, l’irritabilità il calore che ne deriva e il vento la sua manifestazione dinamica e imprevedibile. In definitiva, l’individuo sperimenta questa disarmonia come una tensione insopportabile tra la sua spinta energetica interna alla crescita e la sua realtà emotiva bloccata, causando rapidi sbalzi d’umore. Le persone spesso si sentono infelici e insoddisfatte, lamentandosi di continue delusioni (si lamentano di quasi tutto; niente è mai abbastanza per loro). L’individuo sperimenta quindi “agitazione interna” e una maggiore sensibilità. Questa sensibilità riflette lo squilibrio tra l’impulso vitale e l’ambiente. Pertanto, l’impeto dell’elemento Legno rende le nostre emozioni al tempo stesso vibranti e instabili.
La Primavera è il periodo in cui il Drago, dormiente durante l’inverno, si risveglia, emergendo dal suo sonno. Proprio come l’energia sottoterra, alla radice di ogni pianta, inizia a salire in superficie. Inizia l’espansione, l’aumento di luce e temperatura genera una naturale sensazione di esuberanza e vitalità. Lo Yang inizia a crescere nello Yin, portando con sé vitalità, esuberanza e ottimismo.
L’arrivo e il progredire della primavera (associati all’elemento Legno e all’organo del Fegato) innescano una serie di specifici fenomeni psicologici negli esseri umani, derivanti dal movimento energetico di ascesa, germinazione ed espansione. Secondo la teoria dei Cinque Elementi, il Legno è la “madre” del Fuoco (Cuore/Gioia); un libero flusso del Qi del Fegato nutre lo Spirito (Shen – Mente/Psiche), generando una naturale sensazione di felicità e gioia di vivere.
Lo Spirito del Legno è entusiasta e dinamico, e spinge l’essere Umano a “risvegliarsi” dalla quiete invernale. Conferisce allo Spirito la capacità di pianificazione e strategia, un senso di rinnovamento, esuberanza ed entusiasmo. Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il Fegato è metaforicamente chiamato il “Generale” degli organi, responsabile delle strategie e della visione futura. Durante la primavera, questo aspetto psichico si attiva, consentendo all’individuo di avere la chiarezza necessaria per intraprendere nuovi progetti, organizzare le idee e proiettare i pensieri in azione, con il supporto del suo partner.
Determinazione, Risolutezza e Coraggio sono associati alla Cistifellia, la controparte Yang del Fegato, metaforicamente chiamata il “Giudice”, che governa la capacità di prendere decisioni ferme e di attuarle. In Primavera, aiuta l’essere umano a sperimentare maggiore determinazione e coraggio nel cambiare, liberandosi da dubbi o incertezze precedenti. Poiché la Primavera è una stagione di cambiamenti improvvisi e dominata dal Vento, il Qi può diventare instabile. Se l’energia del Fegato è previamente bloccata o non scorre in modo fluido (stagnazione del Qi), si verificano fenomeni psicologici negativi, in cui l’individuo manifesta instabilità, rabbia e irritabilità.
Rabbia e Furia: Questa è l’emozione specifica dell’elemento Legno; quando l’impulso primaverile di espansione viene contrastato, si manifesta come rabbia, risentimento o eccessi d’ira.
Irritabilità e Impazienza: L’improvviso aumento dello Yang del Fegato può far sentire una persona “sul punto di esplodere”, diventando intollerante anche a stimoli minori.
Frustrazione e Depressione: Se l’elemento “Legno” non riesce a espandersi liberamente, l’individuo cade in stati di malinconia o depressione a causa della repressione emotiva.
In conclusione, questo comportamento psicologico è giustificato perché l’essere Umano è un microcosmo che risponde alle leggi del macrocosmo. La Primavera rappresenta la nascita e l’espansione del Qi. Quando l’Hun (l’anima eterea che risiede nel Fegato) è ben nutrito dal sangue, permette di sognare, pianificare e avere progetti di vita. Tuttavia, se la fluidità circolatoria (Shuxie) viene alterata, il “Legno” si indurisce, trasformando la creatività in ostinazione e l’entusiasmo in aggressività.
L’infiammazione cronica di basso grado, un processo silenzioso e persistente che non sempre produce sintomi evidenti, continua a consolidare la sua posizione come fattore centrale nello sviluppo e nella progressione di numerose malattie croniche. Numerosi studi recenti pubblicati nel 2025 forniscono prove del suo ruolo in patologie metaboliche, cardiovascolari, neurodegenerative e altre patologie legate all’età.
Uno studio pubblicato su Nature Aging ha analizzato i profili infiammatori in popolazioni industrializzate e non industrializzate per valutare la relazione tra invecchiamento e infiammazione di basso grado. I risultati suggeriscono che l’aumento dei marcatori infiammatori con l’età, noto come inflammaging, non è universale in tutte le popolazioni umane, indicando un contributo significativo di fattori ambientali, stili di vita e contesti socioculturali allo sviluppo dell’infiammazione cronica associata all’invecchiamento. Il lavoro, pubblicato come lettera scientifica su Nature Aging il 30 giugno 2025, propone che l’inflammaging possa dipendere più da condizioni esterne che da un inevitabile processo biologico.
Un articolo del 13 novembre 2025 pubblicato da Asebio sottolinea come l’infiammazione cronica di basso grado rappresenti una minaccia significativa per l’invecchiamento sano e la qualità della vita. L’infiammazione persistente è collegata a malattie metaboliche, neurodegenerative e cardiovascolari, rafforzando l’importanza di affrontare questo processo come obiettivo chiave della medicina preventiva.
I ricercatori hanno identificato segnali molecolari nel DNA correlati all’infiammazione cronica delle arterie a partire dai 50 anni circa. Questo studio, pubblicato a fine ottobre, suggerisce che le modifiche in specifiche regioni del genoma contribuiscono alla persistenza dell’infiammazione nei vasi sanguigni durante la mezza età e la terza età, il che potrebbe in parte spiegare l’aumentato rischio di malattie cardiovascolari in questa fascia d’età.
Meccanismi e conseguenze dell’infiammazione cronica
L’infiammazione è una naturale risposta immunitaria a infezioni o lesioni. Quando questa risposta non viene adeguatamente soppressa dopo la rimozione dello stimolo iniziale, può evolvere in uno stato di infiammazione cronica di basso grado. Questa condizione è fortemente associata allo sviluppo e alla progressione di malattie come obesità, diabete di tipo 2, aterosclerosi, varie forme di cancro e disturbi neurodegenerativi. Recenti revisioni scientifiche sottolineano che la persistenza dei mediatori infiammatori può alterare funzioni biologiche chiave e contribuire causalmente alla morbilità e alla mortalità complessive.
Il concetto di inflammaging descrive questo processo di infiammazione sistemica persistente, che si osserva più frequentemente nelle popolazioni industrializzate ed è stato collegato a disfunzioni metaboliche, stress ossidativo e alterata rigenerazione tissutale. Il termine, ampiamente utilizzato nella letteratura scientifica, riflette la connessione tra infiammazione cronica e invecchiamento biologico.
Implicazioni per la salute pubblica e prospettive future
Il riconoscimento dell’infiammazione cronica di basso grado come fattore eziologico in molteplici patologie ha portato a un approccio più proattivo alla sua individuazione e modulazione. Strategie integrative, tra cui modifiche dietetiche, esercizio fisico regolare e gestione dello stress, vengono esplorate come misure per ridurre i livelli di infiammazione sistemica e prevenire le patologie associate. Un articolo pubblicato su Receptors nel 2025 propone diversi approcci per affrontare l’infiammazione cronica da una prospettiva olistica, tra cui la modulazione dei recettori infiammatori e la promozione di abitudini salutari.
Riferimenti:
Lettera scientifica pubblicata su Nature Aging sull’infiammazione legata all’età in diverse popolazioni. Nature Aging (formato lettera), 30 giugno 2025. SMC Spagna
“Infiammazione cronica: un fattore chiave nella minaccia all’invecchiamento sano e a una vita sana”, 13 novembre 2025. Asebio. asebio.com
Segnali molecolari nel DNA collegati all’infiammazione arteriosa cronica dopo i 50 anni, 29 ottobre 2025. csic.es
M Cifuentes et al., “Infiammazione cronica di basso grado: un meccanismo condiviso per le malattie croniche”, PubMed (revisione), 2025. PubMed
Wu L et al., Analisi dell’inflammaging e marcatori infiammatori associati all’invecchiamento, Wikipedia Inflammaging, ultimo aggiornamento 2025. Wikipedia
Puga-Olguín A et al., “Infiammazione cronica sistemica: strategie integrative per il miglioramento della salute e la prevenzione della sovraespressione dei recettori infiammatori”. Receptors 2025;4(1):5. MDPI
Secondo la Medicina Tradizionale Cinese (MTC), esiste una relazione diretta e profonda tra la Primavera, il sistema muscolo-scheletrico e patologie come tendiniti e dolori articolari. Questa connessione si basa sul fatto che la Primavera è la stagione dell’elemento Legno, che governa il Fegato e la Cistifellea, organi che, a loro volta, secondo la filosofia della MTC, “governano” e nutrono tendini e legamenti.
Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), il Fegato immagazzina il Sangue (Xue) e garantisce il regolare flusso del Qi. Tendini, legamenti e fasce dipendono direttamente dal nutrimento e dall’idratazione forniti dal Sangue del Fegato per mantenere la loro flessibilità e forza.
Se il Sangue del Fegato è carente (Xue Xu), i tendini non ricevono un nutrimento adeguato, causando rigidità articolare, contratture, spasmi e una maggiore suscettibilità a lesioni infiammatorie come tendiniti o persino lesioni delle fibre muscolari dovute all’aumento dell’attività fisica tipico di questa stagione.
Il Fegato è considerato la “radice della resistenza alla fatica”, quindi le sue condizioni determinano la capacità del sistema muscolare di recuperare dopo lo sforzo. Questo è anche il periodo di maggiore vulnerabilità per il sistema tendino-muscolare.
La primavera rappresenta la nascita e la crescita, caratterizzata da un movimento ascendente ed espansivo del Qi. Se l’energia del Fegato non scorre liberamente (stagnazione del Qi) a causa di fattori emotivi come rabbia o stress, si verifica un’ostruzione che genera dolore, spesso di tipo distensivo o irregolare, nelle zone in cui circolano i suoi meridiani. Poiché il Fegato è al massimo della sua attività in Primavera, eventuali squilibri preesistenti in questo organo si manifestano più intensamente in questo periodo, influenzando la mobilità e il tono muscolare.
Il Vento, l’elemento predominante in primavera, è considerato il “capo di cento malattie” per la sua capacità di penetrare la superficie corporea. Ha una natura mobile e mutevole, il che spiega perché molti dolori articolari e muscolari in Primavera siano irregolari, spostandosi rapidamente da un’articolazione all’altra. Un attacco di Vento esterno blocca la circolazione del Qi e del Sangue nei meridiani e nei collaterali (soprattutto nei meridiani tendinomuscolari), producendo rigidità, intorpidimento e dolore improvviso e acuto.
In breve, nella MTC, la tendinite con degenerazione tissutale è vista a priori come una mancanza di nutrimento (Sangue/Yin del Fegato) o un attacco da parte di fattori esterni (Freddo/Umidità) che ristagnano nei tendini e nei legamenti. Al contrario, i dolori muscolari e le contratture, causati da un improvviso aumento dello Yang del Fegato o dalla stagnazione del suo Qi, impediscono ai muscoli di rilassarsi, provocando tensione e dolore che peggiorano con i cambiamenti climatici o emotivi.
Nella Medicina Tradizionale Cinese (MTC), l’arrivo della Primavera, stagione associata all’elemento Legno, al Fegato, alla Cistifellea e all’elemento Vento, è anche legato al momento in cui la natura inizia una fase di nascita, crescita e movimento ascendente ed espansivo del Qi.
Il Vento è il fattore climatico dominante in primavera; ha una natura penetrante che apre i pori della pelle, consentendo ad altri patogeni esterni di entrare nel corpo, motivo per cui è considerato il “boss delle cento malattie”. In caso di un previo squilibrio nell’elemento Legno o di un sindrome di Insufficienza di Fegato. La persona diventa particolarmente sensibile al Vento, il quale si puó manifestare clinicamente con allergie, starnuti, rinite e persino congiuntivite.
La natura dei sintomi allergici è dovuta al fatto che il Vento è un patogeno Yang caratterizzato dalla sua velocità, bruschezza e cambiamenti di direzione. Queste proprietà coincidono con i sintomi allergici (come rinite o orticaria), che si manifestano improvvisamente e parossisticamente, e i cui sintomi cambiano o si modificano rapidamente nell’organismo.
Questo fenomeno colpisce l’apparato respiratorio (Polmoni) e il suo sistema di difesa nella pelle/pori (Wei Qi). In primavera, Qi e Xue (sangue) salgono in superficie come la linfa nelle piante, causando il rilassamento dei pori. Se il Wei Qi (Qi difensivo) è debole, il Vento-Calore o il Vento-Freddo presenti esternamente nell’ambiente invadono facilmente i Polmoni (che governano la pelle e il naso). Le allergie vengono interpretate come un disturbo Vento-Calore nel Jiao Superiore che blocca la funzione di dispersione dei Polmoni, causando rinite, lacrimazione, prurito agli occhi e tosse.
Inoltre, le reazioni allergiche riflettono anche una disarmonia tra la funzione discendente e disperdente del Polmone e la funzione ricevente del Rene, portando spesso alla ritenzione di Umidità interna, che si manifesta come rinorrea acquosa.
In conclusione, la primavera attiva l’energia del Fegato e l’elemento Vento; se il sistema immunitario non è in armonia o l’elemento Legno è sbilanciato, il Vento penetra e genera risposte rapide e irregolari che la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) identifica come reazioni allergiche.